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14 Mar 2012

Appello ai Senatori Italiani

la Redazione de La Prima Pietra sostiene l’appello ai Senatori italiani promosso da Avanti! e Critica Sociale.
Com’è noto a tempi brevissimi il Senato sarà chiamato ad approvare in seconda lettura le modifiche all’ art. 81 della Costituzione in materia di pareggio di bilancio secondo il trattato voluto dalla Cancelliera Merkel (Fiscal compact) sottoscritto dal Governo italiano, che ne ha sottoscrito successivamente un altro di diverso tenore e non integrabile col primo.
In ogni caso ora siamo all’ ultimo passaggio previsto dall’ art. 138 C.dal momento che la Camera del Deputati ha già effettuato le due votazioni previste e il Senato ha già votato in prima lettura il 15 dicembre scorso.
Le modifiche si ispirano alle dottrine dominanti da lungo tempo ie che hanno portato all’attuale crisi finanziaria e ora della politica europea.
L’Avanti! e la Critica Sociale, due protagonisti della costruzione della Nazione italiana, simboli della democrazia progressista, del riformismo popolare e socialista, ne restano indignati, certi di interpretare il sentimento unanime dei socialisti italiani, elettori senza
partito, ma sempre contesi. Anche noi ci associamo a quanti rivolgono ai Senatori un appello alla loro coscienza di
rappresentanti politici dell’ indipendenza nazionale. Abbiate rispetto del principio per cui l’ultima parola sul destino della Patria spetta al popolo, principio di cui abbiamo appena celebrato il 150 anniversario nel richiamo ai valori dell’Unità d’Italia. Una celebrazione quanto mai poco commemorativa come oggi. E’ un appello a non celarsi all’ombra di pretesti: il voto che Vi attende è una
discutibilissima applicazione di procedure che comportano una forzatura dell’art 138, voluto non per rifare e per stravolgere la Costituzione, ma concepito per aggiornare la Costituzione.
Una cessione di sovranità sul Bilancio dello Stato non è un aggiornamento ai tempi che corrono.
Privatizzare le Aziende e il Demanio dello Stato è un conto, il suo Bilancio è altra cosa. E’ un appello a compiere un gesto di rispetto verso la Nazione italiana che riqualifica la classe politica, da tempo troppo distante dal sentimento popolare e da ciò che il senso comune fortunatamente ancora percepisce come vera democrazia, cioè la partecipazione alle scelte sul futuro comune. Riapprovando il nuovo articolo 81 con la maggioranza di due terzi si escluderebbe la possibilità del pronunciamento del popolo attraverso il referendum confermativo. E’ ammissibile che ciò avvenga su un tema così importante? E’ ammissibile che ciò avvenga per opera di un Parlamento che ha compiuto un passo indietro dal governo nel momento più grave della crisi politica, economica e sociale del Paese dal dopoguerra? E’ ammissibile che i due terzi siano calcolati su assemblee parlamentari che, elette con una legge ipermaggioritaria, non rappresentano milioni di elettori che non hanno potuto far pesare il loro voto alle ultime elezioni politiche?
Vi chiediamo dunque, onorevoli Senatori:
EVITATE LA MAGGIORANZA DEI DUE TERZI, E LASCIATE LA SCELTA FINALE
AL POPOLO ITALIANO SULLA CESSIONE DELLA SUA SOVRANITA’ VERSO
UN ALTROVE CHE NEMMENO VOI CONOSCETE.

Scritto da

Redazione LPP

- Redazione de La Prima Pietra