17 Ott 2013

Cambiamenti in vista a “l’Unità”

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Grossi e radicali cambiamenti in corso a ‘l’Unita’, il quotidiano fondato nel 1924, quasi 90 anni fa, da Antonio Gramsci, sia nella versione web che in quella cartacea le cui vendite, a luglio 2013, sono arrivate a poco piu’ di 23 mila copie contro le 40 mila e passa del 2011 o le 53 mila del 2009 o peggio le 72 mila del 2001. Una lenta agonia che il nuovo socio di riferimento con il 47,3% della Nie, Nuova Iniziativa Editrice SpA, Matteo Fago, vuole non solo interrompere ma addirittura invertire rilanciando la storica testata, che da tempo esce il sabato insieme al settimanale ‘Left’, sul mercato editoriale. Un’operazione non facile ne’ semplice, ma non impossibile viste le qualita’ di Fago: “uno che ci sa fare, che fa cose buone”, dice l’altro socio di minoranza (31,2%), l’imprenditore famaceutico, Maurizio Mian, il quale, pur non avendo partecipato alla ricapitalizzazione, a differenza di Renato Soru, nutre ancora ‘interesse ed amore’ per la testata. Come avverra’ l’operazione-rilancio nel critico panorama editoriale di sinistra occupato sostanzialmente da ‘la Repubblica’ e da ‘Il Fatto quotidiano’, che hanno sapientemente lucrato sulla lunga crisi d’identita’ della testata fondata da Gramsci? Intanto continuando ad uscire insieme al settimanale ‘Left’. Poi facendone, a detta di Fago, “un quotidiano aperto, plurale e capace di unire ed ascoltare”. Quindi, puntando soprattutto sulla cultura, sull’approfondimento, sull’analisi, da una parte e dall’altra sul pluralismo e la pluralita’ d’idee, opinioni e voci. Di certo su un giornale che, riprendendo l’imprinting datogli, nella lettera del 12 settembre 1923, cinque mesi prima di vedere la luce, il 12 febbraio 1924, dal suo fondatore: “non dovra’ avere alcuna indicazione di partito. Dovra’ essere un giornale di sinistra. Io propongo come titolo l’Unità puro e semplice che sarà un significato per gli operai e avrà un significato più generale”. Tra i grossi e radicali cambiamenti – look e contenuti – c’e’ anche l’inevitabile cambio della direzione, ossia l’uscita di Claudio Sardo. Ed infatti e’ proprio la Nie a dare l’annuncio del cambio di direzione. “Nuova iniziativa editrice – si legge in una nota – ha deciso di affidare l’incarico di Direttore Responsabile de l’Unità a Luca Landò, da tempo vice direttore del quotidiano e direttore di unita.it. A Claudio Sardo, che ha diretto il giornale in anni intensi e difficili, va il ringraziamento dell’Editore per il lavoro svolto con costante impegno e professionalità. Impegno e professionalità che resteranno patrimonio dell’Azienda per la quale Sardo continuerà a prestare la propria opera in qualità di editorialista e commentatore politico. A Luca Landò l’Editore formula i migliori auguri di buon lavoro e di successo nell’impresa di radicare maggiormente il quotidiano e di rafforzare il sito on line, aprendo la stagione del sistema integrato de l’Unità“.

Oggi il saluto di Sardo e da sabato prossimo, dunque, la nuova Unità sarà nelle mani di Landò. L’obiettivo e’ risalire la china delle copie perse, scese in due anni, luglio 2011- luglio 2013, da piu’ di 40 mila a poco piu’ di 23 mila! E cio’ a tutto vantaggio, e’ del tutto evidente, dei due principali competitor – ‘la Repubblica’ e ‘Il Fatto quotidiano’ – che abilmente hanno sfruttato, e continuano a sfuttare, il crescente malessere del popolo della ‘sinistra storica’, orfana di un suo giornale di riferimento, ed in particolare della base tradizionale del vecchio Pci. Una sfida culturale prima ancora che editoriale e poi politica che se appare problematica e anche un po’ rischiosa, per la consistenza del ‘partito-editoriale’ Espresso-Repubblica e per l’agguerrita concorrenza de ‘Il Fatto quotidiano’ dell’ex-Antonio Padellaro, non e’ per niente impossibile e da reggere e da vincere per l’accoppiata delle due autonome testate storiche, ‘l’Unità’ e ‘Left’, fortemente impegnate nell’ambizioso progetto di una nuova sinistra e di un socialismo possibile, umanitario, liberale e laico, che riparta dal ‘pensiero’, tutto da sviscerare, ricomporre e rivedere, rispetto alla ‘vulgata’ tramandata all’indomani della Liberazione e della Republica, di Antonio Gramsci. “L’innamoramento per la testata c’e’ sempre,  la dinamica societaria funziona bene e Fago e’ uno bravo, in gamba. Un amico”, fa sapere l’entrourage di Mian. Che guarda all’evoluzione in corso con attenzione ed interesse.   

Scritto da

Carlo Patrignani

- Romano, classe '53. Giornalista professionista dal 1987. Dopo aver collaborato con il settimanale della Cgil 'Rassegna Sindacale' sono stato responsabile dell'Ufficio Stampa della rFilcea-Cgil e successivamente collaboratore di 'Lavoro e Informazione', mensile fondato di Gino Giugni. Attualmente scrivo su Huffington Post e Formiche. Ho pubblicato 'Lombardi e il fenicottero' (2010) e 'Diversamente ricchi' (2012).