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9 Mag 2013

Ius Soli e Ius Sanguinis, che rabbia che mi fanno!

Sta cosa dello Ius Soli e Ius Sanguinis, italiani e non italiani, mi fa veramente incazzare (scusate)!

Tanti anni fa la mia famiglia ha avuto la fortuna di avere in affidamento una piccola bimba di 3 mesi, nata qui ma figlia di stranieri in difficoltà tra malattie, problemi economici e cose varie.
Insomma una storia di vita come tante altre.

Una piccola principessa, viene cresciuta come una di famiglia, le insegno a parlare e camminare, la accompagno a scuola, la sommergo di regali.

Ora è cresciuta, è una signorina, quasi donna. Va benissimo a scuola, è educata, brava, sono sicuro farà grandi cose nella vita e aiuterà questo povero e piccolo paese ad essere un posto migliore.

Ebbene: io non ce l’ho il coraggio di guardarla negli occhi e dirle che non è italiana, perché da noi vige lo ius sanguinis.
Il sangue non è un indicatore. L’amore, l’affetto, la dedizione sono degli indicatori.

E quella piccola bimba, oramai signorina, ho come l’impressione che ami questo paese molto più di me.
Ma forse questo perché, nonostante il sangue, quando sento certe cose, non mi sento pienamente italiano!

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Scritto da

Gabriele Granato

- Sognatore, orgoglioso papà, mi occupo di marketing e strategie digitali. Ho un amore sviscerato per le idee.