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Bagnoli: Lavoro, Cittadinanza attiva, Beni comuni nell’area metropolitana di Napoli

«Il 2 Luglio 2012, alle ore 18, nella “sala Nugnes” del Comune di Napoli si è tenuto il convegno su: “Lavoro, Cittadinanza attiva e Beni comuni nell’area metropolitana di Napoli : il caso Bagnoli” Ha presieduto il convegno-dibattito Andrea Buonajuto della Lega dei Socialisti Napoli. Sono intervenuti: Mario Francese (Network per il Socialismo Europeo), Enrico Ricciuto (PSI Napoli), Alberto De Rosa (SOS Diritti), Enzo Esposito (Ires- Cgil) Fulvio Tudisco (direttore de “La Prima Pietra”), Franco Cassese (ass. “Democrazia Socialista”). Per Mario Francese, del Network per il Socialismo Europeo, la centralità del problema della bonifica e della riqualificazione dell’ex insediamento industriale di Bagnoli e dell’ annesso litorale marino, vero e proprio “bene comune”, non può investire solo la realtà delle “mura daziarie” di Napoli città, ma deve chiamare – come in effetti chiama – in causa anche quella dell’ intera area metropolitana partenopea e relative conurbazioni, sia interne (nord), sia costiere (ovest), e soprattutto quella dell’adiacente – ma scandalosamente dimenticata e degradata – Area Flegrea (Pozzuoli, Miseno, Baia, Cuma) con i suoi giacimenti archeologici, eco-ambientali e termali unici al mondo e noti fin dai tempi della Roma imperiale. Il “caso Bagnoli”, con tutte le sue strette correlazioni col recupero pluri-territoriale, con la riconversione e lo sviluppo economico e col riequilibrio ambientale, è nei fatti di rilevanza europea essendo, per molti versi e con le debite differenziazioni, accostabile al caso della brillante riqualificazione del litorale di Barcellona in Spagna, città che, come Napoli, è un’altra grande metropoli-capitale del Mediterraneo. “Sarebbe gravissimo” – ha concluso Francese – “se un’amministrazione cittadina d’ ispirazione progressista non riuscisse ad incardinare tale questione negli esatti ed ampi termini in cui va necessariamente posta, lasciando spazio ai soli e limitati interessi dei privati investitori.” Particolarmente significativo è stato l’intervento del Presidente della Commissione urbanistica del Consiglio comunale di Napoli, Carlo Iannello, protagonista nei giorni scorsi sulla stampa cittadina a seguito del suo profondo e motivato dissenso manifestato nei confronti delle scelte di politica urbanistica del Sindaco De Magistris, che ha aperto il dibattito chiarendo bene quali siano i punti cardine di un’efficace azione riformatrice e di intervento sull’area di Bagnoli: A) la centralità della programmazione pubblica e del Consiglio comunale; B) il rispetto del dettato del Piano Regolatore Generale col ripristino della linea naturale di costa; C) la rimozione della cosiddetta “colmata a mare” e la creazione di un grande parco urbano; D) lo stretto legame tra decisioni politiche ed attuazione amministrativa attraverso la società di trasformazione urbana “Bagnolifutura”. I successivi interventi hanno messo in luce la necessità impellente, dopo ormai più di vent’anni, di compiere il passaggio definitivo, per Napoli, da un modello di società industriale ad uno post-industriale che tuttavia non significhi affatto desertificazione produttiva, come messo ben in luce dall’intervento di Enzo Esposito per l’Ires-Cgil. Questo passaggio dovrebbe significare il ridisegno dell’idea di città e di area metropolitana, promuovendo una concezione diversa di cittadinanza e dei diritti dei cittadini, come ad esempio ha sottolineato Alberto De Rosa per l’associazione SOS Diritti. L’intervento di Fulvio Tudisco, direttore del web-magazine “La Prima Pietra”, ha però rammentato a tutti l’importanza della salvaguardia della composizione sociale del quartiere di Bagnoli, indicando come modello la riconversione del bacino della Ruhr in Germania, dove la classe dirigente socialdemocratica sin dalle prime fasi ha tenuto sempre presente l’identità operai della regione coinvolgendo la popolazione residente e rendendo gli stessi ex operai protagonisti della costruzione di un nuovo modello produttivo. Enrico Ricciuto, poi, ha indicato la posizione del PSI napoletano che ha sostenuto la candidatura a sindaco di De Magistris – quando al ballottaggio si trattava di respingere l’attacco della destra berlusconiana cittadina – ma che non ha mai voluto aderire ad una gestione politica ultrapersonalistica, declamatoria e programmaticamente molto vaga, come quella che lo stesso Sindaco di Napoli sta oggi manifestando circa i provvedimenti da assumere per la riqualificazione di Bagnoli e della sua ex area industriale. Infine, particolarmente toccante è stato l’intervento dell’architetto Franco Cassese per l’associazione “Democrazia Socialista”, che ha ricordato le tante battaglie ambientaliste, sostenute anche da tanti compagni socialisti, per la salvaguardia dell’area di Bagnoli. Dopo un dotto excursus storico, Cassese ha enunciato con competenza tecnica la sua visione progettual-pianificatrice per l’ex area Italsider di Bagnoli; visione in buona parte coincidente con quella già enunciata da Iannello, ricordando a tutti che oggi Napoli, prendendo a modello le grandi città di mare, avrebbe bisogno di una grande spiaggia pubblica e di un’area verde con attività produttive ecocompatibili, con le quali “risarcire” gli abitanti del quartiere e l’intera cittadinanza napoletana. Il dibattito è stato particolarmente proficuo ed ha attirato l’interesse anche di altri rappresentanti istituzionali presenti in sala, quali i consiglieri Gennaro Esposito di “Napoli è Tua” e Carmine Attanasio dei Verdi, esponenti di forze politiche di maggioranza attualmente a sostegno del sindaco De Magistris. Auspichiamo, quindi, che questi ultimi consiglieri, insieme a Iannello meritoriamente critici e dissenzienti – ed ai quali va tutta la nostra solidarietà – vogliano mantenere aperto con l’area socialista un canale stabile di comunicazione che possa puntare, anche a Napoli, alla costruzione di un soggetto politico di “Socialismo largo – per usare un’espressione cara ad un vecchio dirigente come Rino Formica – per contribuire finalmente al superamento di quella che da troppo tempo è l’anomalia politica italiana per eccellenza: la mancanza di una forza organizzata e popolare del Socialismo europeo.

Scritto da

Redazione LPP

- Redazione de La Prima Pietra